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La regolazione delle lampade a infrarossi

Le lampade a infrarossi sono un sistema ecocompatibile per scaldare spazi aperti e chiusi in modo discreto e delicato. Infatti, si tratta di lampade assai simili, ad un primo impatto, alle altre lampade in commercio. Sono alimentate ad elettricità, studiate per emanare calore e luce ma in completa assenza di emissione di residui nocivi nell’atmosfera.

 

 Come funziona il riscaldamento tramite lampada a infrarossi

Per capire come può scaldarci una lampada a infrarossi occorre partire da un concetto base: il calore si trasmette tra due corpi passando dal corpo con temperatura maggiore a quello con temperatura minore. I modi in cui il calore può trasmettersi sono sostanzialmente tre:

  • conduzione
  • convezione
  • irraggiamento

Il modo di trasferimento del calore che andremo ad approfondire è l’irraggiamento, ossia l’unico modo in cui il calore può passare da un corpo più caldo ad uno più freddo senza che ci sia contatto diretto e senza un mezzo di propagazione. Questo accade perché l’energia della luce a infrarossi, che scalda il corpo, è un fascio di radiazione elettromagnetica. Ecco perché quando siamo davanti ad una lampada a infrarossi, che è una sorgente termica luminosa, sentiamo caldo.

Ciononostante, non tutto il calore percepibile è trasmesso per irraggiamento; infatti va comunque detto che una parte del calore percepito è dovuto alla convezione, che fa scaldare le particelle d’aria circostanti.

 

Concentrarsi sull’irraggiamento per un corretto utilizzo

Ora che abbiamo spiegato, in termini molto riduttivi, come può una lampada riscaldare un ambiente, passiamo ad un discorso più pratico: come utilizzare in modo ottimale una lampada ad infrarossi.

L’irraggiamento e la convezione sono i due fenomeni di trasmissione del calore che una lampada a infrarossi impiega per scaldare un ambiente. Dato che la convezione scalda l’aria è controproducente utilizzare le lampade a infrarossi in grandi spazi, poiché l’aria calda tenderà a salire verso l’alto, muovendosi e disperdendosi.

Sfruttando l’irraggiamento, invece, si possono utilizzare lampade a infrarossi in modo che la radiazione elettromagnetica che trasmette il calore sia concentrata su un solo punto relativamente ristretto. Al contrario dell’aria la materia investita da questo fascio, scaldandosi, non si sposterà ma accumulerà calore.

 

Come regolare il riscaldamento a infrarossi

 Sfruttando una sorgente termica che emana calore per irraggiamento, la regolazione della temperatura va valutata con attenzione. Si devono infatti considerare numerosi fattori: la potenza, la forma e dimensione della lampada a infrarossi, la distanza a cui è posta e la presenza di ostacoli.

Per questo motivo vanno fatte le dovute valutazioni prima di posizionare una lampada ad infrarossi. Il consiglio è quello di prestare attenzione a quattro accorgimenti importanti:

  • Scegliere una lampada sufficientemente potente ma senza eccedere. Le potenze ottimali vanno dai 1500 W per grandi spazi chiusi a 2000 W per spazi aperti;
  • Utilizzare lampade che abbiano una zona di luce circolare, in modo che l’area colpita dalla radiazione a infrarossi sia più regolare possibile;
  • Posizionare la lampada di modo che illumini l’obiettivo interamente (ad es. tavolo di un bar), ad una distanza ragionevole;
  • Eliminare del tutto gli oggetti che possono impedire alla luce di raggiungere l’obiettivo, compresi oggetti minuti che possono in qualche modo assorbire o riflettere la radiazione termica (come reti, tende, etc…).

In ogni caso è sconsigliato l’uso di un termostato per regolare la temperatura, poiché esso percepirà la temperatura dell’aria, che (come abbiamo già detto) non è attendibile per misurare l’efficienza riscaldante della lampade a infrarossi, le quali funzionano soprattutto grazie all’irraggiamento. È preferibile utilizzare i telecomandi e/o gli accessori che i produttori possono fornire e consigliare per regolare la temperatura.

Ultimo consiglio: preferire prodotti Made in Italy, sia perché rispettano le normative in materia di ambiente, salute e sicurezza, sia perché seguono standard qualitativi più alti rispetto ai prodotti d’importazione.

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