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A qualcuno piace caldo

La percezione del calore: “A qualcuno piace caldo”

Se diciamo “A qualcuno piace caldo” (Some Like It Hot) ci viene subito in mente il film con l’icona immortale Marilyn Monroe. Tuttavia il “caldo” del titolo fa riferimento al jazz, più che ad altre forme di calore. Infatti, parlando di caldo in senso letterale di tepore, è più corretto dire che a tutti piace il caldo per dei motivi che riassumeremo di seguito. Tendiamo tutti a ricercare una certa temperatura che può essere raggiunta, in luoghi antropizzati, grazie alle lampade a infrarossi.

 

Perché ci piace stare al caldo?

Tolta la premessa, d’obbligo quando si parla di gusti riguardo al calore, va anticipato che la temperatura di un ambiente domestico dipende anzitutto dai gusti e dalle esigenze personali. Di fatto, mentre esistono molti di noi che preferiscono temperature più rigide, altri prediligono il tepore della primavera, argomentando con le tesi più strane.

 

Resta il fatto che in genere a buona parte di noi piace stare al caldo. Ma scientificamente, cos’è il caldo di per sé? In parole povere si tratta della percezione di una temperatura, che avviene attraverso il senso del tatto, ossia la pelle. I concetti di caldo e freddo sono piuttosto riduttivi; mentre addentrarci in spiegazioni complesse sulla nostra percezione sensoriale è fuori luogo.

 

Molto più semplicemente, la temperatura ideale per l’ambiente di un essere umano, ossia quella in cui il suo organismo e le sue funzioni sono ottimali, è compresa tra i 19° C e i 25° C gradi percepiti, con una media che si aggira sui 22° C. Studi ed esperimenti dell’Università della Virginia e dell’Università di Houston, hanno dimostrato che questo è il valore ideale per le nostre funzioni cognitive e corporee.

 

Istintivamente, salvo preferenze soggettive, cercheremo quindi tutti di far sì che il nostro corpo possa percepire una temperatura che sia sempre prossima ai 22°C, sia trovandoci in spazi chiusi piuttosto che in spazi aperti. A questa perenne ricerca di fonti di calore è dovuta la continua invenzione e diffusione di mezzi che diffondano calore, come stufe, camini, termosifoni e lampade a infrarossi di ultima generazione.

 

Caldo, ma non troppo…(perché vanno utilizzate le lampade ad infrarossi)

Abbiamo detto che, affinché il nostro organismo sia pienamente attivo e produttivo, è necessario percepire una temperatura che sia di poco superiore ai 22°C, tuttavia gli studi che abbiamo citato prima hanno anche evidenziato come differenze che possono apparire minime in eccesso abbiano influenza non positiva sulle nostre capacità di valutazione (sebbene di poco). Ragion per cui l’ideale sarebbe percepire un piacevole tepore, senza che la temperatura di un luogo si innalzi troppo.

 

Oltre a questo, la temperatura che sentiamo varia anche in funzione delle dimensioni di uno spazio; per questo motivo, l’utilizzo di lampade a infrarossi può far sì che in un luogo, indipendentemente dalle sue dimensioni, sia percepita una temperatura ideale. Infatti grazie all’irraggiamento delle lampade a infrarossi, è possibile avere una piacevole sensazione di tepore con  un dispendio energetico estremamente più ridotto rispetto ai tradizionali metodi di riscaldamento, oltre al fatto che la temperatura reale sia in realtà sempre su un livello ottimale, ossia compresa tra i 19°C e i 20°C, così da limitare sia i consumi che l’impatto ambientale.

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